In relazione alle notizie apparse sulla stampa locale circa la chiusura improvvisa di una struttura odontoiatrica sita nella provincia di Alessandria e alle segnalazioni di cittadini che riferiscono difficoltà nel proseguimento delle cure, la Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici di Alessandria ritiene doveroso intervenire con una comunicazione istituzionale a tutela della salute pubblica e dei cittadini.

La CAO ha il preciso compito di vigilare sugli aspetti deontologici e professionali dell’esercizio odontoiatrico del singolo medico, in particolare quando emergono criticità potenzialmente rilevanti sotto il profilo della continuità delle cure e della sicurezza dei percorsi assistenziali.
La continuità terapeutica rappresenta infatti uno dei principi fondamentale dell’assistenza sanitaria e l’interruzione dei percorsi di cura, soprattutto in ambito odontoiatrico, non può essere considerata una semplice questione organizzativa o burocratica, ma costituisce un problema sanitario reale che può esporre i pazienti a conseguenze cliniche anche rilevanti.

Situazioni analoghe si sono già verificate in passato, anche sul territorio nazionale, mostrando come il soggetto più debole in questi contesti sia sempre il paziente, che si trova abbandonato in corso di trattamento, senza un referente clinico certo e senza garanzie sulla prosecuzione delle cure.
Un’altra criticità ricorrente, segnalata anche in precedenti casi, riguarda l’aspetto economico: spesso il paziente accede a formule di pagamento anticipato o a finanziamenti esterni che coprono l’intero costo delle prestazioni, trovandosi successivamente in una situazione debitoria pur in assenza della completa erogazione delle cure previste.

Al di là della singola vicenda, questa Commissione ritiene necessario richiamare l’attenzione su un tema più ampio che riguarda alcuni modelli organizzativi di erogazione delle prestazioni sanitarie: in medicina, e in particolare in odontoiatria, il centro dell’assistenza deve restare il Professionista, non la struttura, perché il cittadino non si affida a un marchio o a un’insegna, ma a un medico identificabile, iscritto all’Albo, personalmente responsabile delle decisioni cliniche e riconoscibile come interlocutore stabile nel tempo del percorso di terapia.

Quindi alcuni modelli organizzativi fondati su reti di strutture, marchi aziendali con continua rotazione dei professionisti, rischiano di frammentare la responsabilità clinica e di indebolire il rapporto fiduciario medico-paziente, che rappresenta il fondamento stesso dell’atto medico; si ricorda che la sanità non può essere impersonale, perché il paziente non è un cliente di un sistema, ma una persona che affida la propria salute a un professionista preciso.
Così come, è ragionevole pensarlo, nessuno si rivolgerebbe al proprio medico di base in una struttura in cui non è chiaro chi visiterà, con quale ruolo e con quale continuità, allo stesso modo in odontoiatria è essenziale sapere chi è il medico curante e chi seguirà il paziente nel tempo.

Inoltre, nel caso di cessazione dell’attività, un odontoiatra libero professionista o una struttura fondata su rapporti professionali stabili tende normalmente a garantire la consegna della documentazione clinica e a orientare immediatamente il paziente verso altri colleghi e questo rappresenta una forma concreta di tutela del patto medico-paziente, che deve restare il cardine dell’assistenza sanitaria.

La Commissione invita pertanto i cittadini a esercitare una scelta consapevole, privilegiando modelli di cura fondati sulla relazione diretta con il medico odontoiatra e quindi su un orizzonte di continuità assistenziale, diffidando di assetti organizzativi in cui il riferimento principale diventa l’economia della struttura e non la figura medica.
Ai cittadini coinvolti nella vicenda si raccomanda di rivolgersi a un odontoiatra di fiducia per una valutazione clinica delle cure in corso, nonché a conservare tutta la documentazione sanitaria in proprio possesso.

La Commissione Albo Odontoiatri continuerà a monitorare la situazione e ribadisce che la tutela della salute non può essere subordinata a logiche di mercato o finanziarie: la medicina si fonda sulla responsabilità personale del medico e sulla fiducia del cittadino.

LA COMMISSIONE CAO
Il Presidente
Dott. Giuseppe Giulio Gullo Vivaldi