01/2018 VACCINAZIONI: TRA OBBLIGO E SCIENZA

Le vaccinazioni sono considerate da tutti gli storici della Scienza, la più grande scoperta, più degli antibiotici, e pari, forse, solo alla potabilizzazione dell’acqua, della Medicina moderna in termini di risparmio di vite umane. L’aver eradicato una malattia come il vaiolo, responsabile sino agli inizi del novecento, di 1/3 dei decessi in Europa, l’aver  eliminato dalla maggior parte dei Paesi del mondo malattie come la poliomielite, la difterite, il tetano ha rappresentato per l’uomo un cambio della sua condizione di vita su questa terra. Negli ultimi trenta anni lo sviluppo di nuove tecniche di produzione dei vaccini (dalla biologia molecolare alla reverse vaccinology) ha consentito, da una parte di migliorare in termini di efficacia e sicurezza i vaccini già in uso, dall’altra lo sviluppo di nuove straordinarie possibilità di prevenzione: per esempio l’introduzione, all’inizio degli anni 90, del vaccino antiepatite B, di fatto il primo vaccino contro un tumore (perché previene una infezione che, nei casi in cui cronicizza, evolve verso il tumore del fegato) ha consentito di vedere scomparire in una intera generazione (coloro che hanno meno di 35 anni) la malattia. Si pensi poi alla Meningite batterica, malattia che ancora oggi, nonostante la disponibilità degli antibiotici e dei più avanzati sistemi di rianimazione, conserva una mortalità del 10% e causa disabilità nel 20% dei sopravvissuti: sino a 20 anni fa non c’era alcuna possibilità di prevenzione, oggi grazie ai vaccini si riesce a prevenirne il 90% dei casi. 

 

Purtroppo, nonostante le loro straordinarie performances, si è andata diffondendo, soprattutto negli ultimi dieci anni, una crescente sfiducia della popolazione nei riguardi delle vaccinazioni. Vari elementi hanno contribuito a questo fatto: la scarsa coscienza delle malattie oggetto delle vaccinazioni (scomparse a causa della straordinaria efficacia dei vaccini) e la scarsa coscienza di come soltanto il mantenimento di elevate coperture vaccinali nella popolazione impedisca alle malattie stesse di ricominciare a mietere vittime, la diffusione indiscriminata sui nuovi mezzi di comunicazione di fake news che sostengono la inutilità e la pericolosità dei vaccini, la comparsa di associazioni che, mascherando le loro reali intenzioni dietro una generica difesa della “libera scelta”, svolgono propaganda e creano proselitismo anti vaccinale, spesso sostenute da sedicenti “scienziati” (alcuni, purtroppo, anche laureati in Medicina) che, senza minimamente considerare le evidenze della scienza, forniscono loro un sostegno pseudoscientifico.

Infine la diffusione del  rifiuto di tutto ciò che è visto come “chimico” e “artificiale” a favore di uno stile di vita “naturale”, nonché la diffusione di pratiche mediche non convenzionali e poco supportate dalle evidenze scientifiche,  hanno contribuito a creare l’equivoco che si possa prevenire in maniera “naturale” e curare in maniera “dolce” qualunque malattia: viceversa, se lasciamo fare alla natura (come è stato per milioni di anni, sino a 150-200 anni fa, cioè sino alla nascita della Medicina moderna), questa  si limita a svolgere il suo compito che, come ci ha insegnato Darwin, è la selezione del più forte a svantaggio del più debole.

Tutto questo ha causato, negli ultimi 4-5 anni, un progressivo decremento delle coperture vaccinali, innestando un pericoloso trend che rischia di porre le condizioni per la reintroduzione di malattie ormai scomparse da anni: già quest’anno si è verificata nel nostro paese un epidemia di morbillo (malattia mai eliminata ma della quale si contavano, sino allo scorso anno, poche centinaia di casi) con più di 4600 casi e 4 decessi.

Nonostante il fattivo impegno degli operatori del settore (Pediatri, Medici, Infermieri e Assistenti Sanitari dei centri vaccinali) nella informazione e nella promozione dell’adesione consapevole alle vaccinazioni portato avanti per tanti anni in diverse Regioni (e in particolare nella Regione Piemonte) è stato necessario reintrodurre nel nostro paese l’obbligatorietà vaccinale  come  provvedimento di immediata efficacia per contrastare il calo delle coperture vaccinali: ma l’impegno dei Medici italiani  civile, è quello  di combattere questa battaglia su di un piano scientifico e culturale.

Difendere e promuovere le vaccinazioni significa difendere contro l’antiscienza, contro l’oscurantismo, contro l’ignoranza e contro la presunzione di conoscenza (che è la forma peggiore di ignoranza), una delle più importanti acquisizioni del progresso umano e deve coinvolgere, ognuna con le sue competenze e specificità, tutte le componenti della società civile.   

Dott. Giacomo Bruzzone
Referente Vaccinazioni ASL AL

 

 

 

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