05/2017 DIFFUSIONE DI FOTO E VIDEO DA PARTE DI ESERCENTI LE PROFESSIONI SANITARIE REALIZZATE ALL'INTERNO DI STRUTTURE SANITARIE


Il Ministero della Salute, con la nota del 29 marzo 2017, che si riporta in calce, ha richiamato l’attenzione di alcune Federazioni Nazionali degli Ordini e dei Collegi Professionali, in merito al problema della diffusione di foto e video da parte di esercenti le professioni sanitarie realizzati all’interno di strutture sanitarie.

 

La FNOMCeO ritiene doveroso svolgere alcune considerazioni sulla questione.

Per un medico, che ha prestato giuramento professionale, appare inaudito realizzare simili comportamenti che violano in modo gravissimo le regole della deontologia professionale.

Si ricorda che, il settimo capoverso del giuramento professionale allegato al Codice di Deontologia Medica, obbliga il medico ad attenersi ai principi morali di umanità e solidarietà nonché a quelli civili di rispetto dell’autonomia della persona.

Nel ribadire, che i comportamenti segnalati violano l’essenza stessa del Codice Deontologico, evidenziamo alcuni

articoli di riferimento:

  • art. 3 primo comma: “doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psicofisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”;
  • art. 7 primo comma: “In nessun caso il medico abusa del proprio status professionale;
  • art. 10 primo comma: “il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò di cui è a conoscenza in ragione della propria attività professionale;
  • art. 12 “il medico può trattare i dati sensibili idonei a rivelare lo stato di salute della persona solo con il consenso informato della stessa o del suo rappresentante legale e nelle specifiche condizioni previste dall’ordinamento.

 

E’ da osservare, poi, che il medico è tenuto anche, come qualsiasi cittadino, a rispettare la normativa di legge sulla tutela dei dati personali.

Da ultimo, è necessario menzionare l’art. 20 secondo comma, del già citato codice deontologico dedicato alla relazione di cura che testualmente stabilisce: “il medico nella relazione persegue l’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia e sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su un’informazione comprensibile e completa, considerando il tempo della comunicazione quale tempo di cura“.

Nella certezza che i comportamenti segnalati riguardino una minima parte dei tanti medici positivamente operanti negli ospedali e nelle strutture sanitarie, vi invito comunque a portare a conoscenza degli iscritti questa comunicazione e a vigilare su eventuali violazioni della deontologia professionale, affinchè non si ripetano in futuro comportamenti come quelli segnalati dal Ministero.

IL PRESIDENTE
Dott.ssa Roberta Chersevani

Roma, 4 aprile 2017


DIREZIONE GENERALE DELLE PROFESSIONI SANITARIE E DELLE RISORSE
UMANE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
DGPROF Ufficio V
Via Giorgio Ribotta, 5 - 00144 Roma

Diffusione di foto e video da parte di esercenti le professioni sanitarie realizzati all'interno di strutture sanitarie.

Sono ormai frequenti le notizie di stampa che segnalano il dilagare del fenomeno della pubblicazione di fotografie e selfies sui social networks scattate da parte di professionisti sanitari durante l’esercizio dell’attività lavorativa presso le corsie di ospedali o sale operatorie in strutture

pubbliche e/o private, fino a sfociare in alcuni casi nella violazione della privacy del paziente.

La questione è da tempo all’attenzione di questa Direzione generale che, in casi specifici, si è attivata prontamente, chiedendo agli Ordini e Collegi interessati opportuni chiarimenti in ordine ai fatti accaduti.

Si ritiene opportuno richiamare codesti Enti ad una riflessione circa le conseguenze, che possono sfociare dall’uso improprio dei social networks in un ambito delicato come quello sanitario.

Difatti in tale contesto le attività cliniche sono oggetto di spettacolarizzazione e mettono a rischio il rispetto della privacy del paziente, compromettendo l’immagine degli stessi sanitari, oltreché il rapporto di fiducia tra paziente e il sistema sanitario nel suo complesso.

Si evidenzia, pertanto, la necessità di contrastare siffatti avvenimenti che, in alcuni casi, avvengono anche per sottovalutazione dello stesso professionista sanitario.

Al fine di scongiurare o, quanto meno, arginare il verificarsi di tali fatti, si chiede a codesti Enti di farsi parte attiva attraverso l’invio di specifiche raccomandazioni agli Ordini e Collegi professionali nelle quali si evidenzi la problematica sopra esposta e si sottolinei la necessità del rispetto dell’etica professionale.

IL DIRETTORE GENERALE
Dott.ssa Rossana Ugenti

Roma, 29 marzo 2017 

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