03/2017 REDAZIONE CERTIFICATI MEDICI

PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI ALESSANDRIA 

Spett.le Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
Provincia di Alessandria
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Segnalo a codesto Ordine professionale - soprattutto affinché possa adeguatamente parteciparla agli iscritti – la necessità che si faccia estrema attenzione nella redazione di certificati medici di malattia e di prolungamento dello stato di malattia relativi a sinistri stradali.

L’attenta e scrupolosa valutazione finalizzata a detto scopo – che deve sempre presiedere ad ogni certificazione medica – è diventata una necessità ancor più pressante dopo la L. 23.3.2016 n. 41, che ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime.

Infatti, una delle fattispecie che integrano il nuovo delitto sussiste allorché la durata della malattia, conseguente al sinistro stradale, duri oltre 40 giorni. Se la malattia supera detta soglia il fatto cambia qualificazione, da 590 a 590 bis c.p., e ne derivano rilevanti conseguenze, sia sul piano della competenza, che passa dal Giudice di Pace al Tribunale, sia, soprattutto, sul piano della procedibilità, che diventa d’ufficio e impedisce ogni possibilità di definizione mediante accordo delle parti e conseguente estinzione del reato per remissione della querela.

Spesso le istanze di certificati che valutino generosamente la prognosi di una malattia vengono dallo stesso infortunato, per i plurimi benefici che ne possono derivare (ad esempio sul piano risarcitorio o su quello della legittima astensione dal lavoro).

Talvolta, però, i certificati medici di cui trattasi presentano più di un profilo di incongruenza.

Talora aumentano a dismisura le certificazioni del pronto soccorso, senza che vi sia alcun riscontro clinico obiettivo, sulla base della mera sintomatologia riferita dall'infortunato, che è l’unico soggetto veramente interessato ad ottenerli (benché abbiano un costo non irrilevante) e le cui dichiarazioni devono essere valutate con particolare attenzione.

In altri casi divergono con la diagnosi formulata in pronto soccorso (dove é verosimile che gli approfondimenti clinici strumentali siano stati comunque effettuati).

lnfine, in alcuni casi sono dissonanti col comportamento dell’infortunato, che non solo non assume la terapia prescritta (benché siano stati rilevati anche casi in cui, a fronte dell’allungamento della prognosi, non sia stata prescritta alcuna terapia), ma addirittura torna alle ordinarie occupazioni (ad esempio, riprende il lavoro) prima della scadenza del termine fissato dal medico (limitandosi a far valere la prognosi totale solo in ambito risarcitorio e non anche in quello lavorativo).

Queste considerazioni, sia fattuali che giuridiche, hanno indotto la Procura di Alessandria, nei casi più dubbi, ad adottare un protocollo investigativo composto di diversi accertamenti, anche specialistici (consulenza tecnica medico legale), che mira ad accertare la durata della malattia nel modo più oggettivo possibile, onde evitare ogni tipo di atteggiamento opportunistico dell’infortunato.

Onde ottenere anche da parte della classe medica la più proficua collaborazione al fine anzidetto, sarebbe necessario

  • da una parte, ad opera dei medici dei vari ospedali del circondario, che prestino la loro attività in relazione ad infortunati da incidente stradale, uno sforzo di dettaglio della situazione obiettiva, degli accertamenti compiuti e della diagnosi formulata, al fine di rendere un quadro il più preciso possibile della situazione riscontrata all’atto del primo intervento;
  • dall’altra parte, ad opera dei medici, di base e specialistici, chiamati a prolungare la prognosi, la valutazione particolarmente approfondita e critica della sintomatologia riferita dal paziente e l’adozione di riscontri clinici obiettivi, nei casi più significativi.

Non può ignorarsi che valutazioni grossolanamente incongruenti con la patologia riscontrata, senza approfondimenti clinici obiettivi e contraddittori con la stessa condotta poi tenuta dall’infortunato possono alimentare il sospetto di comportamenti non solo negligenti ma anche volontari dell’esercente la professione sanitaria, col rischio di incorrere in responsabilità penali.

Il Procuratore della Repubblica
Mario D’Onofrio

Alessandria, 18 gennaio 2017

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